“Babbo sono GEEK, ma non è una malattia!”

48 ore, 2 pc, ci di cui 1 MAC, 1 Ipad, 1 Ipod touch e Wired.

E’ questo più o meno lo scenario che si delinae quando raggiungo i miei alla casa al mare.

Me ne sto tranquillamente seduta sotto la verande a leggere Wired ed ecco che ti spunta una presenza inquietante alle mie spalle.

“Che significa Geek?” (Domanda di un padre tecnologico, ma non ancora aggiornato alla versione 2.0)

“Io sono Geek, babbo!” 

La perplessità lo assale.

Ci riprovo. “Geek è un po’ meno di Nerd!”

Sulla parola Nerd praticamente sbianca. “Un po’ meno di cheeeee?”

Mi armo di pazienza è faccio l’ultimo tentativo: “Geek è qualcuno che ama ed utilizza la tecnologia ma che al tempo stesso riesce ad avere una vita sociale.”

Babbo: “Lo sai a me cosa mi sembri…. Una BEEP

Ok, forse non l’ho convinto.

To be continued…

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Blog? Yes, but what kind?

Ci sono serata in cui mi sento particolarmente in vena di scrivere post o di avere un qualsiasi tipo di pensiero 2.0 e questa (purtroppo per voi) è una di queste.

In questi giorni, complice lo stage che sto facendo e un sacco di progetti in ponte, mi sto sempre più avvicinando al web 2.0 e la voglia di aprire un dominio tutto mio la sta facendo da padrona. Poi però manca sempre un po’ il tempo per mettersi a tavolino e pianificare un sito tutto mio, con una scrittura mia e delle scelte grafiche mie.

Insomma però questi pensieri 2.0 mi fanno spesso compagnie ed accompagnano le mie giornate.

Non ho un obiettivo in particolare, nel senso che non vorrei fare un blog specifico con argomenti tecnici o cose simili,  mi piacerebbe semplicemente condividere con web lo scorrere dei miei pensieri.

Così mi capita spesso di vagare fra i vari blog che seguo e provare a prendere spunto o semplicemente restare affascinata da alcuni blog. Avete presente quelli della serie : “ Ma come ho fatto a non pensarci io?” O del tipo “ Ma questo scrive da dio dove avrà imparato” Insomma sono decisamente in fase: work in progress, stay tuned.

Dando una veloce lettura agli RSS dei blog a cui sono iscritta, mi sono accorta che le persone che seguo on line sono di vario tipo, da quelle super tecologiche che recensiscono qualsiasi tipo di App,  ai fuffologi che parlano bene di tutto, passando perfino per uno zio blogger; però nonostante le loro differenze sono tutte persone da cui poter imparare qualcosa.

E così mi sono chiesta, cosa cercate in un blog? Perché leggerne uno piuttosto che un altro?

Forse con le vostre risposte riuscirò a chiarirmi su dove voglio arrivare.

Perché infondo, come dice lo Stregatto: “L’importante non è che strada devi prendere, ma dove vuoi andare”.

I postumi social

I postumi social di una cena fra geek twitteri sono peggiori dei postumi da sbronza, perché ti resta addosso quella sana sensazione di voler fare di più, di voler oltre passare il limite che ti sei autoimposta.

Così ieri sera dopo una super cena fra amici con tanto di pizzino e limoncello nei freschi dintorni di Firenze, me ne sono tornata a casa con la voglia di aprire una pagina facecbook su questo blog e fosse tutta qui, potremmo anche starci.

Il brutto/bello è che avrei pure voglia di comprarmi un dominio e di provare a fare le cose un po’ più per bene, provando a

 

dare un minimo di regolarità a quello che scrivo, visto che infondo le idee non mancano, forse un pochino il tempo…Ma come disse qualcuno, “Se vuoi, puoi!”

Voi, avete qualche suggerimento  (tecnico e non solo)? Devo iniziare a preoccuparmi di me stessa?

Why we are blogging?

Ok lo ammetto da un paio di mesi a questa parte sono diventata a tutti gli effetti quelli che in gergo sono definiti soggetti multi-tasking. Ho un account facebook, uno twitter, un profilo linkedin, una connessione a foursquare e ovviamente un MAC ed uno smartphone , insomma non c’è proprio verso di non essere rintracciata.

Ma soprattutto quello che più è sintomatico adoro il rumorino del plin quando ti arriva una mail sul cellulare, oppure la lettura del testo “Now you are the Mayor”.

Insomma ci sono cascata il mondo 2.0 mi sta inghiottendo. Senza menzionare le enormi conoscenze che si possono fare in questo mondo e parlo di conoscenza di tipo reale, non solo virtuale. Insomma carne e ossa in fondo anche l’occhio vuole la sua parte.

Ho deciso di aprire questo blog e mi sono autoimposta di tenerlo aggiornato e di renderlo più vivo possibile. Primo perché se comincio una cosa di solito mi piace finirla, secondo perché avevo voglia di conoscere più persone possibile e di sapere che cosa pensano le persone. Terzo e non ultimo perché credo che scrivere faccia bene, così come leggere.

E voi perché avete aperto un blog? O perché non lo avete ancora fatto?