Il Blog sta facendo le valigie

Il blog cambia casa. Ebbene si ho deciso, sebbene fino a poco più di 3 mesi fa (come mi ha ricordato qualcuno recentemente) non avevo un blog, in questi giorni mi sono comprata perfino un dominio. Si esatto un posto nella blog-sfera tutto mio.

Insomma, nonostante questo sia periodo di vacanza un po’ per tutti e nonostante i vari progetti abbiano l’obbligo di essere rimandati a settembre, io ho deciso di dare vita adesso alle mie idee e di provare a fare sul serio, cioè ho detto provare!

A breve (spero) il mio blog si sposterà su un dominio costruito ah hoc: www.tagliatelelatesta.it e avrà qualche novità, nuova grafica, nuovi esperimenti, nuovi argomenti.

Spesso in questi giorni ho provato a prendere carta e penna e buttare giù uno schema visivo di quello che avrei voluto fare e al tempo stesso mi sono chiesta cosa voglio scrivere? Di cosa voglio parlare?

Io un paio di idee le ho in mente. Ma soprattutto rivolgo la domanda a voi, cosa cercate in un blog? Tematiche ben definite? Un mix fra personale e non personale? Cosa vi attrae?

Ogni consiglio è ben accetto.

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Un post DOC!

Questo post è fatto a mano. Nel vero senso della parola. Sotto l’ombrellone, in spiaggia, ho preso in mano carta e penna e mi sono immersa nella scrittura, (complice anche il fatto di aver già finito Wired).

Insomma tornare a scrivere “a mano” è un po’ come fare il primo bagno della stagione, tanto per restare in tema.

Sono uscita di casa chiedendo se l’Ipad era già nello zaino perché più di tre ore senza collegamento oramai è impensabile starci.Ipad preso, possiamo andare!

E così eccomi qui che osservo i tipi da spiaggia. La popolazione balneare si divide in due parti; da un lato i super atletici, che noti subito che hanno trascorso mesi di sofferenza in palestra, dall’altro lato, gli altri, comuni mortali, quelli che non hanno bisogno del fisico per attrarre l’attenzione (Ok, lo ammetto preferisco questi 🙂  )

Poi ci sono loro, che si alternano fra una pista con le biglie ed un paio di castelli di sabbia. Loro i futuri forse palestrati, ma che per adesso sono semplicemente quelli “da morsi”:  i cuccioli.

E poi: “Ciambelle, bomboloni…” E’ l’ora della merenda.

“Babbo sono GEEK, ma non è una malattia!”

48 ore, 2 pc, ci di cui 1 MAC, 1 Ipad, 1 Ipod touch e Wired.

E’ questo più o meno lo scenario che si delinae quando raggiungo i miei alla casa al mare.

Me ne sto tranquillamente seduta sotto la verande a leggere Wired ed ecco che ti spunta una presenza inquietante alle mie spalle.

“Che significa Geek?” (Domanda di un padre tecnologico, ma non ancora aggiornato alla versione 2.0)

“Io sono Geek, babbo!” 

La perplessità lo assale.

Ci riprovo. “Geek è un po’ meno di Nerd!”

Sulla parola Nerd praticamente sbianca. “Un po’ meno di cheeeee?”

Mi armo di pazienza è faccio l’ultimo tentativo: “Geek è qualcuno che ama ed utilizza la tecnologia ma che al tempo stesso riesce ad avere una vita sociale.”

Babbo: “Lo sai a me cosa mi sembri…. Una BEEP

Ok, forse non l’ho convinto.

To be continued…

Blog? Yes, but what kind?

Ci sono serata in cui mi sento particolarmente in vena di scrivere post o di avere un qualsiasi tipo di pensiero 2.0 e questa (purtroppo per voi) è una di queste.

In questi giorni, complice lo stage che sto facendo e un sacco di progetti in ponte, mi sto sempre più avvicinando al web 2.0 e la voglia di aprire un dominio tutto mio la sta facendo da padrona. Poi però manca sempre un po’ il tempo per mettersi a tavolino e pianificare un sito tutto mio, con una scrittura mia e delle scelte grafiche mie.

Insomma però questi pensieri 2.0 mi fanno spesso compagnie ed accompagnano le mie giornate.

Non ho un obiettivo in particolare, nel senso che non vorrei fare un blog specifico con argomenti tecnici o cose simili,  mi piacerebbe semplicemente condividere con web lo scorrere dei miei pensieri.

Così mi capita spesso di vagare fra i vari blog che seguo e provare a prendere spunto o semplicemente restare affascinata da alcuni blog. Avete presente quelli della serie : “ Ma come ho fatto a non pensarci io?” O del tipo “ Ma questo scrive da dio dove avrà imparato” Insomma sono decisamente in fase: work in progress, stay tuned.

Dando una veloce lettura agli RSS dei blog a cui sono iscritta, mi sono accorta che le persone che seguo on line sono di vario tipo, da quelle super tecologiche che recensiscono qualsiasi tipo di App,  ai fuffologi che parlano bene di tutto, passando perfino per uno zio blogger; però nonostante le loro differenze sono tutte persone da cui poter imparare qualcosa.

E così mi sono chiesta, cosa cercate in un blog? Perché leggerne uno piuttosto che un altro?

Forse con le vostre risposte riuscirò a chiarirmi su dove voglio arrivare.

Perché infondo, come dice lo Stregatto: “L’importante non è che strada devi prendere, ma dove vuoi andare”.

Come nasce un post?

Avete presente quella strana sensazione indefinibile di noi geek, perché in fondo oramai lo sono, che ti prende quando vuoi scrivere a tutti i costi qualcosa sul tuo blog ma non sai che tipo di post tirare fuori dal cappello.

Ecco spesso mi capita di avere un po’ la sindrome del foglio bianco, di avere tante idee ma di non riuscire bene a concretizzarne nemmeno una.

E la domanda che mi faccio è:

“E adesso che gli racconto?”.

Così provo spesso a non pensarci. Un po’ come quando cerchi freneticamente una cosa e non ti accorgi averla sotto il naso.

Ok non ci penso così poi mi viene in mente.

E spesso in effetti è così, magari vedo un articolo, un post di qualcun altro, mi capita qualcosa su cui riflettere insomma the show must go on…. E poi va a finire che qualche riga la butto giù.

I vostri post invece come nascono?

I postumi social

I postumi social di una cena fra geek twitteri sono peggiori dei postumi da sbronza, perché ti resta addosso quella sana sensazione di voler fare di più, di voler oltre passare il limite che ti sei autoimposta.

Così ieri sera dopo una super cena fra amici con tanto di pizzino e limoncello nei freschi dintorni di Firenze, me ne sono tornata a casa con la voglia di aprire una pagina facecbook su questo blog e fosse tutta qui, potremmo anche starci.

Il brutto/bello è che avrei pure voglia di comprarmi un dominio e di provare a fare le cose un po’ più per bene, provando a

 

dare un minimo di regolarità a quello che scrivo, visto che infondo le idee non mancano, forse un pochino il tempo…Ma come disse qualcuno, “Se vuoi, puoi!”

Voi, avete qualche suggerimento  (tecnico e non solo)? Devo iniziare a preoccuparmi di me stessa?

Una vacanza sempre più 2.0

 Oramai ci siamo, passato anche il 23 giugno è ufficialmente arrivata l’estate e cosa c’è di meglio che andarsene un po’ al mare o in montagna? Se poi riesci a connettersi ad un wifi gratuito dal tuo ombrellone o dalla riva del lago è ancora meglio.

Dopo il 1 gennaio, data in cui sono caduti gli obblighi del decreto Pisanu, collegarsi senza fili è diventato più facile. Così questa sarà ricordata come la prima estate wifi free. Molte le località balneari e non solo che hanno deciso di offrire il wifi come ulteriore confort per i loro clienti.

Un’Italia che sta diventando sempre più free, almeno per quanto riguarda il wifi. Si va dagli oltre 200 stabilimenti balneari di Cervia e di Milano Marittima, che hanno aderito a questa iniziativa passando poi ai 500 hot spot fra Trento, Bolzano e Zone dell’Alto Garda.

Una vacanza sempre più organizzata on line: traghetti, treni, aerei, alberghi, case sono sempre più prenotati via web.

E voi che turisti 2.0 siete?